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Il mio mondo

Dieci anni, dieci anni di vissuto quotidiano sono importanti: raccontano una crescita che, dopo una certa età, non riguarda più il corpo ma la dimensione intellettuale. Almeno, spero…

Dieci anni, nella carriera di un artista, sono altresì importanti.

Una cara amica, Adelina Rodolico Gariglio, tempo fa mi diceva che ogni dieci anni un artista si evolve e, dopo i quarant’anni, dà il meglio di sé.

In questo volume sono raccolte 71 opere che raccontano la mia pittura dalla fine del 2009 ai giorni nostri. La monografia è anche dedicata a tutti gli amici che in questi anni hanno seguito il mio lavoro e hanno commentato le mie opere; sento di dover esprimere loro tutta la mia stima e la mia gratitudine.

C’è stato un momento nel 2009 nel quale, dopo quasi un decennio di pittura a olio caratterizzata dall’uso della spatola, mi sono reso conto che non ero soddisfatto dei risultati; mentre da un lato la spatola consente di ottenere colori brillanti, dall’altro impedisce di rappresentare particolari che, invece, il pennello permette di ottenere. Non che io sia un disegnatore minuzioso, tutt’altro: guardando da vicino il mio lavoro si vede che non curo particolarmente i dettagli. Ma sentii il bisogno di ritornare al pennello e cercare nuove soluzioni.

Negli ultimi tempi, infine, ho scoperto il piacere di sfumare le tinte usando del solvente, tanto da confondere chi osserva inducendolo a chiedersi se non si tratti di acquarelli.

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Il bisogno di rappresentare il mio mondo su un piano astratto risale a quand’ero bambino. È stato sempre un chiodo fisso; anni e anni di prove, che non sono ancora terminate. Non amo riprodurre realisticamente ciò che vedo. Una mia Venezia, confrontata con una foto del luogo, potrebbe deludere chi lo conosce bene. Mi lascio spesso guidare dal processo creativo: una finestra qui o là, un comignolo che non è presente nella realtà, un palo in più. Simboli, elementi iconici che creano un cortocircuito all’idea del posto. La mia pittura è così, improvvisazione e simbolismo. Stravolgere la realtà non ha importanza per me, mentre cerco di raggiungere il mio obbiettivo.

Ne esce un mondo un po' astratto fatto di piani che tagliano lo spazio orizzontalmente o verticalmente, di alternanze tra sovrapposizione e sezionamento della prospettiva, di macchie e sfumature di colore.

Questo è il mio mondo.

Alex Bertaina

UN’ARTE CONCRETA ED ESPRESSIVA

Alex Bertaina è un artista che descrive la realtà con fragranti accenti di poesia, talvolta con idillico abbandono, talaltra con acceso impulso. Un artista delicato e, al contempo, energico che ha il dono di scoprire con felicità vari aspetti della natura, dei panorami storici e di quelli quotidiani, in un richiamo di intima, snebbiata concentrazione di atmosfere psicologiche.

Sono immagini lievi e gentili, che pure trovano sempre la loro consistenza in un impasto tanto commosso quanto tenace e compatto.

Per interpretare il suo operato possiamo cercare delle parole chiave: vita, energia e ricerca.

I suoi lavori, infatti, non possono essere catalogati in una regione delimitata, racchiusa in ritmi obbligati, delegata a una concezione separata del vivere, del quotidiano, dell’agire. Il suo percorso – pur legato al mondo figurativo – è l’insieme di un flusso concreto ed espressivo, quasi si trattasse di rintracciare i moduli e le forme dell’energia interna alla funzione specifica del concetto.

Concreta è la sua perizia tecnica, la sua abilità nel limitare spazi e velature; espressiva è la sua elaborazione interiore di temi che ricerca e studia attraverso un grande ampliamento.

Ogni concetto, anche il più immediato, viene indagato e il supporto diventa lo spazio in cui tutto ha inizio. Ed ecco che, quindi, il figurativismo per il maestro non è solo il punto di vista dell’uomo di fronte alla natura nella sua interezza; egli penetra la natura, la poesia, la storia, ne percepisce le anfrattuosità, i dettagli, gli oggetti, vi si confonde e spesso quasi unifica, ne insegue le forme.

La natura ingaggia con l'essere un confronto, che può anche essere proposto in termini ironici, quasi di gigantismo ad uso dell'uomo industriale ed artificiale. Questa capacità di penetrazione, è evidentissima nei lavori di Bertaina.

Chi decide poi di avvicinarsi di più alla sua arte scopre, poi, i suoi sentimenti di sincerità, di serenità e la sua gioia di vivere. Il tutto permeato con una speranza consolatrice, quella di poter sempre ammirare e lodare tutti gli elementi che danno vita alla vita. Dipinge con l’impegno di un uomo che sa prendere ogni cosa sul serio: gli accostamenti di colore, la prospettiva, l’atmosfera poetica, la luce. Consciamente o inconsciamente richiama nomi e ritmi passati, ma di fronte alla tela immacolata esiste solo lui, il pittore delle cose del mondo, sempre disposto a interpretare ed esprimere il meraviglioso mondo che gli appartiene.

Richiama ma non copia nessuno: studia e chiede ispirazione al vero. Dà schiettezza al suo dipingere: vuole, egli stesso dichiara, “cantare” quel che sente dentro. Non semplici esercizi di tecnica, ma equilibri di taglio, di piani, di profondità che caratterizzano ogni suo quadro.

Con i suoi “viaggi” pittorici Bertaina si sente felice. E non ha torto, perché la sua pittura ha qualità per piacere grazie alla scelta tematica, alla sobrietà nel dettagliare, all’accorta ricerca dei toni e agli effetti, sovente raggiunti, di ariosità e di luce.

Di fronte ai suoi quadri il colloquio Artista – Pubblico non è sempre facile e semplice, la funzione istintiva ha un attimo di straniamento, ma il compiacimento estetico ed emotivo diventa subito sicuro.

Non va quindi attribuita al maestro cuneese una ingiustificata etichetta legata al solo istinto o di gratuito operare con percorsi pindarici: anche l’amore della tecnica per la tecnica, del mestiere fine a se stesso diventa introspezione e cifra specifica di linguaggio.

Emerge una assoluta e indiscussa abilità tecnica: il pennello accarezza le superfici con velature insospettate per farsi, quando occorre, robusto sottolineatore di un rimpasto pseudo – materico che scolpisce ombre e luci e crea tridimensionalità dei piani.

 

In sintesi posso affermare che la pittura di Bertaina è caratterizzata da una forma trepida, eppure concisa, estremamente concisa e variante, di tocco immediato eppure assorto che, in tutto il suo percorso, mantiene sempre una sua riconoscibile freschezza e verità.

 

Cinzia Tesio, Cherasco (CN), Italia

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